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“Si-Cura-Mente”
è
il titolo che ho voluto dare al mosaico appena terminato nel passaggio
pedonale di via Casaglia a Forlì.
L’Opera mi è stata commissionata da Inail sede di
Forlì, nell’ambito del progetto: “Impara l’arte
e non metterla da parte” che aveva per tema la sicurezza
sul lavoro.
Il titolo, SI_CURA_MENTE,
gioca su una sola parola che suddivisa implica plurimi significati:
Il Si, del fare, in opposizione
al no, negazione del procedere…Cura,
dei luoghi che appartengono al vivere cittadino…Mente,
da usare in ogni circostanza ed in opposizione all’irrazionalità
dei gesti quotidiani… “Si-Cura-Mente” è
un invito ad usare la testa e perciò muoversi sicuri quando
si ci reca al lavoro ma anche durante i nostri continui comportamenti.
Tale progetto ha
avuto come patnership il Comune, la Prefettura e il Provveditorato
di Forlì mentre il Liceo
Classico G.B.Morgagni scuola nella quale io stesso
insegno ha avuto il ruolo di coordinamento, tramite la Dirigente,
Prof.ssa Branzanti, dell’accordo di rete, che ha coinvolto
14 scuole della provincia di Forlì-Cesena.

Prima dell'intervento
musivo: il luogo (punto di raccordo tra il centro storico e il
parco urbano) non godeva certo di un bell'aspetto!!!

Non so....voi che
ne dite?


Bè a me
sembrava una vera schifezza!!!

Da qui l'idea...e
attraverso un bozzetto fatto dopo aver analizzato lo spazio su
cui intervenire
...dalle parole,
siamo finalmente passati ai fatti!!!



Promuovendo dei
laboratori nelle scuole alcuni seguiti da me nelle scuole superiori
e nelle primarie altri dietro mie indicazioni, dagli insegnanti
delle proprie scuole medie:
Palmezzano ( Proff.
Bianchi-Capacci )_Zangheri ( Proff. Bedei-Zattoni )_ Croce ( Proff.
Buriassi-Ranzi )













Abbiamo realizzato
lettere e bassorilievi

Che poi ho cotto
in forni appositi a Faenza




e anche...la smaltatura
è avvenuta nella stessa città, patria della ceramica


Inizia il lavoro
di rivestimento musivo, 12 aprile 2010 !!!

Infine si è
passati alla realizzazione esecutiva del mosaico in loco (Sottopasso
via Salinatore) con aperture del cantiere seguito dall'Arch. Dario
Pinzarrone del Comune di Forlì

I ragazzi e gli
insegnanti, hanno attaccato le varie tessere musive seguendo le
indicazioni tracciate attraverso il disegno preparatorio

le parole sono
citazioni dedicate al tema della sicurezza sul lavoro

Sono stati attaccati
anche molti pezzi di specchi per illuminare di più lo spazio
ma anche per "riflettervicisi" sopra in tutti i sensi!!!


BARCHE DI CARTA
Tagore
Ogni giorno faccio galleggiare
le mie barche di carta a una a una
giù per la corrente del fiume.
Su di esse scrivo il mio nome
e il nome del villaggio dove vivo
in grandi lettere nere.
Io spero che un giorno qualcuno
in qualche paese straniero
le trovi, e sappia chi sono.
Carico le mie barchette con fiori
di shiuli, colti dal nostro giardino,
e spero che quei fiori del mattino
sian portati nel paese della notte.
Io varo le mie barchette di carta
e osservo nel cielo le nuvolette
che spiegano le loro bianche vele.
Non so quale mio compagno di giochi
su in cielo le mandi giù per l'aria
a gareggiare con le mie barchette!
Quando scende la notte affondo la faccia
nelle braccia, e comincio a sognare
che le mie barchette di carta
galleggiano sotto le stelle.
In esse viaggian le fate del sonno,
e il carico è cesti pieni di sogni.

E dopo aver attaccato
i bassorilievi...

Si è pasati
alla stuccatura finale eseguita dalla ditta: Artedilcostruzioni


Seguono i cartelli
turistici seguiti dal geometra Fulvio Maltoni del Comune di Forlì
e...questo è come si presenta oggi il sottopasso di via
Casaglia


Il giorno: l'andata,
il recarsi al lavoro

La sera: il ritorno
dal lavoro

I gabbiani: i lavoratori
che possono volare liberi e lontano se osservano le basilari norme
di scurezza sul lavoro

Le barchette rappresentano
il fragile fluire dei lavoratori

I cuori: l'amore
che bisogna avere nei confronti dei luoghi in cui viviamo

In attesa... di
tagliare il nastro, sostenuto dalle dott.sse, Barbara Valbonetti
e Michela Balistreri
dipendenti Inail
che si sono occupate dello sviluppo e del coordinamento tra le
parti del progetto
Il nastro è
stato tagliato dal Sindaco, Prof. Roberto Balzani e dal
Prefetto, Dott. Angelo Trovato

La Direttrice dell'Inail
dott.ssa Carla Castellucci durante il suo intervento
il giorno dell'inaugurazione
al suo fianco l'Assessora
all'Istruzione Prof.ssa Gabriella Tronconi, il Sindaco,
Prof. Balzani, il sottoscritto ed il Prefetto Dott. Trovato
Il mio discorso
di presentazione al pubblico dell'Opera, dopo il taglio del nastro



La Dirigente scolastica
del Liceo Classico G.B. Morgagni , Prof. Giuliana Branzanti
e l'ex Assessora all'Istruzione dott.ssa Loretta Lega

Il sottopasso oggi


Questa Poesia che
ho apprezzato molto, è stata letta dall'Assessora Gabriella
Tronconi il giorno dell'inaugurazione e me ne ha fatto omaggio:
Pezzetti di
me
Dicono che siamo tutti pezzi di un grande
specchio infranto: giochiamo ad incontrarci per vedere se combaciamo.
In effetti ho sempre incontrato pezzetti di me nelle persone che
ho conosciuto e altri ne ho lasciati al momento del distacco.
In più ne ho sempre preso qualcuno nuovo da tutti in cambio.
La vita è un gioco di pezzi di specchi frantumati che scintillano.
Io sono il risultato di incontri. Brillo di luce mia e altrui.
Saikou
Scuole aderenti
al progetto “Impara L’arte e non metterla da parte”
Liceo Classico
“G.B. Morgagni Classi Biennio indirizzo ”linguistico”,
triennio indirizzo “Scienze della Formazione”.
Liceo Scientifico “Fulceri Paolucci de Calboli”: classe
III docente referente Prof. Fabio Utili.
Istituto tecnico industriale “G. Marconi”: Classe
IIF, docente referente Prof. Gianluca Parisi.
Liceo socio, psico- pedagogico e delle scienze umane ”V.Carducci”,
partecipano gli alunni interessati di tutte le classi, docente
referente Prof. Tiziana Rossi, docenti accompagnatori: prof. Maria
Desireè Bazzocchi, prof. Licia Lambelli, prof. Silvia Rubertini.
Istituto di Istruzione superiore “Roberto Ruffilli”:
docente referente Prof. Paolo Petrocelli.
Scuola secondaria di I° Grado “Marco Palmezzano”:
classi prime seconde e terze , docenti: Prof.Manuela Bianchi,
Prof. Maria Teresa Capanni, docente referente: prof. Mirna Fabbri.
Scuola secondaria di I° Grado “B. Croce” classi
prime, seconde, terze, docenti: Prof. Luana Buriassi, Prof. Roberto
Ranzi.
Scuola secondaria di I° Grado “P.Zangheri” , classi
prime, seconde e terze, docenti: Prof. Sonia Zattoni e Prof. Alessandra
Bedei.
Scuola Primaria “A.Saffi”, Docente referente Maestro
Denio Derni.
Scuola Primaria “Rivalta” classi seconde, terze e
quinte , Docente referente Maestra Ughetta Laghi e Maestro Gabrio
Monti.
Scuola Primaria “D.Fabbri” classi prime, Docente referente
Maestra Virginia Corsini.
Scuola Primaria “Peroni”, classi prime e seconde ,
Docente referente Maestra Verni Lara.
Scuola Primaria “Dismano di Pievesistina” di Cesena,
classi terze, Docente referente Maestra Sabrina Casadei Lelli.
Centro di Formazione professionale Istituto Salesiano “Orselli”,
Docente referente Prof. Francesco Frassineti.
Ringraziamenti:
Prof.ssa Giuliana Branzanti Dirigente scolastica Liceo Classico
“G.B. Morgagni” Forlì;
Dott.ssa Michela
Balistrieri, Dott.ssa Barbara Valbonetti, Inail di Forlì
Antonio Liverani, smaltatura, Faenza (RA);
Pier Paolo Garavini, cottura, Faenza (RA);
Francesca Zoffoli per Salaroli ceramiche Forlì-Cesena-Ravenna-Faenza
Sassi ceramiche Forlì;
Vetreria Daniele Marino Belvedere m.mo (CS);
Vetreria Vincenzo Cairo Belvedere m.mo (CS);
Vetreria Nuova vetreria artistica (Sara Bianconi) Cesena
Luca Giorgini Video, foto e grafica
09 maggio 2010
Note:
Ho sempre pensato
che fosse importante poter agire artisticamente in luogo in cui
batte il cuore pulsante della gente, frequentato da persone di
ogni ceto sociale, razza, età…perché credo
parafrasando Calderon de la Barca che “l’arte è
vita” e vada inserita appunto in luogo vivo in alternativa
ai musei che per quanto utili lo sono come i cimiteri, luoghi
in cui giacciono, le opere d’arte defunte.
In questo senso credo di aver realizzato un’opera d’arte
“Pop” ovvero popolare poiché pensata ad una
fruizione non limitata soltanto ad esperti o ad appassionati,
ma intenzionata a suscitare emozioni nei confronti di un pubblico
variegato.
I cimiteri sono indispensabili, certo, perché sono quei
luoghi in cui possono trovar pace i nostri cari e dove noi sappiamo
possiamo recarvicisi per ritrovare i defunti.
Così anche nei musei possiamo conservare e dare giusta
(sepoltura) collocazione al nostro patrimonio culturale, ma credo
che l’arte per poter comunicare a chiunque, debba inserirsi
nel contesto dell’agire e del vivere quotidiano.
Da qui anche l’idea di realizzare un’opera in uno
spazio anonimo e degradato da imbrattature che sembravano però
essere evidentemente la richiesta esplicita di un’attenzione
più marcata a fare di quello spazio un luogo d’arte
compiuto in cui unire l’animo di tutti i passanti.
Così dopo un lungo iter progettuale, compiuto analizzando
lo spazio, il luogo ed il tema da trattare è nato “Si-Cura-Mente”
Dal punto di vista artistico ho pensato di creare sui due lunghi
muri laterali del sottopasso, il cielo (nel quale si vedono svolazzare
colombe e gabbiani realizzati in ceramica smaltata, simboleggianti
i lavoratori ) di questa città e i fiumi (su cui navigano
barchette di carta, anche queste eseguite in ceramica smaltata,
a simboleggiare la fragilità a cui a volte ci sottopone
il lavoro) che un tempo bagnavano la città di Forlì
e che oggi passano sotteraneamente.
Anche questo stesso mosaico è posto, per paragone ai fiumi
forlivesi, in un luogo in cui passa il “fiume” di
gente, che accede al parco o che si reca al lavoro.
Le due pareti che si riflettono a vicenda, in senso fisico (grazie
alla presenza di numerosi specchi) e anche metaforico, rappresentano
nei due rispettivi lati due momenti che formano insieme l’intera
giornata: il giorno e la notte.
Quasi a voler simboleggiare i tempi del lavoro, con un’andata
(il giorno) e un ritorno (la sera).
Nelle altre pareti poste in alto all’esterno del sottopasso
e in quelle contigue al tunnel, oltre ad altre onde ho inserito
alcuni cuori intermezzati da schegge di specchi e piccole piastrelle
colorate, a simboleggiare, l’amore che io porto nei confronti
di questa città, di cui mi sento figlio adottivo, nonchè
l’amore che ognuno dovrebbe avere nei confronti dei luoghi
che abita.
Ho trattato il tema della sicurezza sul lavoro in maniera volutamente
“leggera”, seguendo quel che è la mia poetica,
convinto un po’ brechtianamente, che si possano affermare
pensieri profondi usando un linguaggio appunto leggero.
Ho ritenuto opportuno considerare il contesto ovvero il luogo
in cui si interveniva che è filtro tra la città
e il parco, dove vi si recano soprattutto famiglie con bambini
oltre che a persone di razze, religione ed età diverse,
al fine di condividere momenti di armonia con il luogo stesso
e di svago.
Ed è con questo proposito e con questa idea che ho della
leggerezza del dire che ho immaginato la mia idea di mosaico.Così
nel mese di marzo, coadiuvato da alcuni miei alunni, ho preparato
bassorilievi in ceramica smaltata, colombe, gabbiani, cuori e
barchette che poi io stesso ho attaccato alle pareti del sottopasso.
Inoltre, attraverso un contatto diretto, creato con gli insegnanti
delle scuole aderenti al progetto, ho coinvolto gli altri ragazzi
sia spiegando loro gli intenti pedagogici ed educativi sottesi
al progetto, sia facendoli lavorare concretamene seguendo il mio
disegno preparatorio.
Gli alunni delle scuole medie, potendo contare sugli insegnanti
di artistica hanno realizzato secondo le mie indicazioni dei piccoli
bassorilievi in terracotta, mentre nelle altre scuole ho allestito
e tenuto personalmente un laboratoro, in cui i bambini hanno imparato
l'arte della ceramica, e hanno potuto realizzare in libertà,
vincolata dalle sole dimensioni e dal tema dato, le lettere dell’
alfabeto in terracotta.
Queste lettere sono poi state attaccate sulle pareti del sottopasso
nello spazio delle acque dei fiumi dagli stessi ragazzi e bambini
che le hanno realizzate.
Così abbiamo composto onde di parole che riprendono importanti
citazioni relative al tema della sicurezza sul lavoro e che sono
state inserite nei gli spazi dove scorrono le acque dei fiumi
rappresentati.
Il risultato è stato (come ho potuto anche osservare, ora
che il mosaico è terminato) che le persone si fermano in
questo luogo recuperato dal degrado e si soffermano a leggere,
per capire e riflettere sulle parole, inserite tra le onde, ed
è quel che io auspicavo: invitare le persone alla calma
e alla lentezza godendo di un luogo bello.
Un approccio questo, ulteriormente amplificato dagli specchi.
Infatti è anche davanti agli specchi che molti si soffermano
sia pure per rimettersi il rossetto o solo semplicemente per osservarsi,
ma comunque anche con quest’approccio così, apparentemente
leggero, ci si sofferma, appunto a riflettere.Mi preme inoltre
sottolineare che la realizzazione di questo terzo mosaico rende
più forte la vicinanza in termini artistici fra Forlì,
Faenza e Ravenna .
Certo il mio è un mosaico moderno, realizzato con nuovi
ed altri materiali (poveri) rispetto alla tradizione faentina
e ravennate ma è la legge dei tempi che ci porta a pensare
modernamente pur guardando alla tradizione, che va sì rispettata,
ma io credo, anche superata.
Così in questo lavoro ho cercato di confrontarmi, anche
con quelli che considero, i maestri più vicini alla mia
sensibilità artistica, Anton Gaudi, Hundertwasser, Niki
De Saint Phalle…
Concludendo vorrei porre l’attenzione sul fatto che questo
progetto è nato da queste mie considerazioni:
che l’esperienza relativa alla realizzazione dei precedenti
mosaici ha dimostrato l’alta valenza educativa nel sensibilizzare
i cittadini più giovani al rispetto e alla tutela del bene
comune;
che ricevo continuamente solleciti da parte di scuole non solo
forlivesi, tra cui scuole di formazione professionale, frequentate
anche da alunni stranieri, per continuare il progetto di recupero
dei sottopassaggi;
che aver fatto partecipare alla creazione di nuovi mosaici, i
giovani, italiani e stranieri, ha facilitato il processo di integrazione
e ha favorito quella cittadinanza attiva di cui si parla tanto
in chiave teorica e che un processo di integrazione facilita l’acquisizione
di quelle regole che un domani saranno spendibili nel mondo del
lavoro;
che tramite la realizzazione dei mosaici si possono veicolare
in modo efficace valori fondamentali, quali appunto la sicurezza
sul lavoro, che diventeranno patrimonio dei lavoratori di domani;
che intervenire nel recupero e nel risanamento di un luogo “freddo”
oltre a migliorare l’intero impianto urbanistico serve a
valorizzare ancora di più la città in termini di
arte contemporanea attraverso un sistema di comunicazione estetica
aperta a chiunque, e non chiusa fra le mura di un museo, rispondendo
all’esigenza fondamentale di dare a qualsiasi cittadino
la possibilità di attraversare luoghi d’arte, senza
pagare un biglietto, durante la routine quotidiana, favorendo
senza ombra di dubbio, la sensibilizzazione della cittadinanza
sia su temi fondamentali, quali ad esempio la sicurezza sul lavoro,
sia sulla tutela del patrimonio artistico di una città.
Sintesi Scheda tecnica :
1) Mosaico dal titolo: “Si-Cura-Mente”, realizzato
nel sottopassaggio di via Casaglia, posto tra tra via Andrelini
e Parco Urbano “Franco Agosto” :
L’opera ha avuto per tema la “sicurezza nel lavoro”
ed è stata ideata previo disegno preparatorio creato dal
sottoscritto secondo lo stile artistico che lo contraddistingue.
E’ stata usata ai fini realizzativi la tecnica del mosaico
contemporaneo, applicando in particolar modo specchi, ceramiche
smaltate e terrecotte.
I bambini e i ragazzi sono intervenuti con l'ausilio degli insegnanti,
preparando alcune lettere dell'alfabeto italiano in terracotta,
che poi hanno attaccato negli spazi predisposti nel mosaico per
tale intervento.
Sono stati inoltre applicati bassorilievi in ceramica smaltata
rappresentanti barche, cuori, colombe e gabbiani, creati e realizzati
dal sottoscritto.
-Intervento riguardante le pareti relative i muri precedenti il
sottopasso (lungh.mt.21x 2 x h.3,00 x 2 e lungh. mt.15x 2 x h.3,00
x 2), il sottopasso(lungh. mt.28x 2 x h.3,00 x 2), le pareti interne
relativamente alle scale d’accesso alla strada in superficie
(lungh. mt.15 x 2 x h.3,00).

"Si-Cura-Mente"
2010
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